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News Stories

In 10 mesi le esportazioni degli UAE verso il Giappone registrano un incremento del 60%


Nei primi 10 mesi del 2008, gli elevati prezzi del petrolio e delle materie prime hanno portato ad un incremento del 60% delle esportazioni degli EAU verso il Giappone, mantenendo gli EAU saldamente al secondo posto quale partner commerciale arabo del Paese del Sol Levante. Le esportazioni in Giappone, rappresentate principalmente da petrolio grezzo, gas naturale liquefatto e alluminio, sono salite a US$32,85 miliardi (Dh120 miliardi) nel periodo da gennaio a ottobre, rispetto ai circa US$26,17 miliardi dello stesso periodo del 2007. Nel periodo in esame, le importazioni dal Giappone sono aumentate del 43 per cento, da US$6,24 miliardi a US$8,91 miliardi. L'incremento ha permesso agli EAU di mantenere invariata la propria posizione di secondo maggiore esportatore arabo del Giappone, dopo l'Arabia Saudita, e di principale mercato regionale per i prodotti giapponesi, prevalentemente automobili, dispositivi elettronici, macchinari e apparecchiature, orologi ed elettrodomestici. Il rapporto ha indicato che nei primi 10 mesi del 2008 le esportazioni totali verso il Giappone, comprendenti gli EAU e i Paesi partner dell'area del Golfo, sono pressoché raddoppiate, a circa US$151,02 miliardi. Le importazioni del Giappone dai Paesi membri dell'alleanza hanno raggiunto circa US$22,62 miliardi dai US$16,92 miliardi dell'anno precedente. L'Arabia Saudita si è affermata quale principale esportatore, con un valore di circa US$45,12 miliardi durante il periodo gennaio-ottobre 2008 rispetto ai precedenti US$26,64 miliardi. Grazie al forte aumento di fornitura di GNL, le esportazioni del Qatar al mercato giapponese sono aumentate a US$22,93 miliardi, superando per la prima volta quelle del Kuwait. Questa cifra è destinata a salire, poiché si prevede che, in futuro, un maggior numero di aziende giapponesi importerà GNL dal Qatar, dominatore dell'industria globale del gas naturale liquefatto grazie ad una produzione di 77 milioni di tonnellate prevista per il 2011. Le esportazioni del Kuwait verso il Giappone hanno raggiunto US$13,51 miliardi, rispetto a US$7,76 miliardi dell'anno scorso, mentre l'Oman è passato a US$4,76 miliardi da US$2,91 miliardi. Bahrain è stato l'unico Paese del Golfo a registrare un deficit nella propria bilancia commerciale con il Giappone, in quanto non esporta petrolio greggio. Il Giappone soddisfa oltre l'80 per cento delle proprie esigenze di petrolio dai Paesi del Golfo, dall'Iran, dall'Iraq e da altri produttori mediorientali di greggio. Da soli, l'Arabia Saudita e gli EAU lo riforniscono di oltre due milioni di barili al giorno, quasi metà delle importazioni totali di greggio. Gli esperti hanno affermato che l'aumento delle esportazioni di quest'anno da parte dei Paesi del Golfo verso il Giappone è principalmente attribuibile ai prezzi più elevati del greggio, dato che la quantità prodotta è rimasta pressoché invariata. Secondo l'OPEC, il prezzo del paniere di greggio venduto dall'organizzazione ha raggiunto una media di US$104 al barile nei primi nove mesi dell'anno, dai circa US$66 dell'anno scorso. I sei membri sono stati impegnati in trattative con il Giappone e altri colossi industriali, finalizzate alla sottoscrizione di un accordo di libero commercio che, auspicano, sosterrà i loro sforzi di attrarre investimenti nell'industria e diversificare le proprie economie. Negli ultimi due decenni, il Giappone ha continuato ad essere il principale partner commerciale dei Paesi del Golfo nonché il maggiore importatore di petrolio proveniente da tale area. Per quanto riguarda gli scambi commerciali con la regione, la Cina sta rapidamente raggiungendo il Giappone e si prevede che, nei prossimi anni, lo supererà.

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Gli EAU sostengono gli sforzi di pace nella Regione


Il Vice Presidente e Primo Ministro degli EAU nonché Sovrano di Dubai, Sua Altezza lo Sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum ha espresso il sostegno degli EAU agli sforzi che mirano a promuovere e a consolidare le basi per la pace e la stabilità nella Regione, in cooperazione con diversi Paesi del mondo, sotto l'egida dell'ONU. È interesse degli EAU, della Regione e del mondo intero che la cultura di coesistenza pacifica e interdialogo tra culture e nazioni prevalga, fondata sul mutuo rispetto e il riconoscimento reciproco,' ha dichiarato oggi lo Sceicco Mohammed durante gli incontri con i membri della Commissione del Senato USA sulle banche, in visita negli EAU. Lo Sceicco Mohammed e quattro senatori hanno scambiato vedute su numerosi temi di economia di interesse reciproco e hanno esplorato nuove modalità per potenziare i meccanismi di cooperazione congiunta. Esaminando la situazione nel Medio Oriente e nei Paesi del Golfo, lo Sceicco Mohammed ha informato la delegazione dei rappresentanti del Congresso statunitense sulla sua visione delle iniziative da adottare per giungere alla pace e alla stabilità nella Regione, riassumendole in attività che portino giustizia, uguaglianza e libertà alle popolazioni che in essa vivono. Lo Sceicco Mohammed ha descritto questi fattori come gli elementi chiave per giungere alla tanto agognata pace, sicurezza e sviluppo nella Regione.

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Secondo uno studio mondiale, gli EAU sono tra le più ambite destinazioni turistiche


Secondo uno studio globale indipendente, gli EAU continuano a rimanere una delle destinazioni turistiche più ambite, acquistando sempre maggiore popolarità per la superba varietà delle loro strutture ricettive. Lo studio Country Brand Index (CBI) 2008 di FutureBrand definisce gli EAU come uno degli "astri nascenti" tra le destinazioni turistiche più ricercate al mondo, classificando il Paese in cima alla categoria "Resort and Lodging Options", con un forte distacco da nazioni come Stati Uniti, Maldive e Australia. Giunto attualmente alla sua quarta edizione, il CBI è uno studio completo condotto da FutureBrand, eminente società globale operante nell'ambito della brand consultancy e parte dell'Interpublic Group of Companies, su 2.700 viaggiatori internazionali per affari e tempo libero provenienti da nove Paesi. L'indice CBI 2008 include classifiche e tendenze e prende in considerazione diverse motivazioni di viaggio, sfide e opportunità presenti nel mondo dei viaggi, del turismo e del country branding. Mario Natarelli, Co-CEO di FutureBrand ha dichiarato: "Per mantenere un forte country brand, occorre sostenere questo momento di grande positività con iniziative in grado di trasmettere l'essenza chiave del 'marchio'. Nel caso degli EAU, la nazione continua a far parte di una categoria a sé offrendo opzioni di ospitalità di straordinaria qualità che hanno realmente ridefinito gli standard del settore. Le iniziative di branding degli EAU hanno chiaramente puntato a raggiungere i massimi livelli di eccellenza in termini di qualità del servizio, innovazione e soddisfacimento delle elevate aspettative del mercato dell'ospitalità." Lo studio CBI 2008 ha elogiato i continui sforzi compiuti dagli EAU per affermarsi quale solido "marchio" di ospitalità, promuovendo i propri resort per la loro architettura esclusiva, il servizio superiore e il lusso assoluto. Gli altri Paesi inclusi nella top 10 della categoria Resort and Lodging Options sono stati Canada, sceso dal quinto al sesto posto; Bahamas e Monaco, che hanno mantenute invariate le proprie posizioni rispettivamente al settimo e all'ottavo posto; Singapore, che dall'ottava posizione è scesa alla nona e Tahiti, che da quarta si è classificata decima.

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L'impegno degli EAU per combattere i cambiamenti climatici


Gli EAU hanno intensificato i propri sforzi atti a minimizzare gli effetti dei cambiamenti climatici. La dichiarazione è stata rilasciata dal Dott. Rashid Ahmad Bin Fahad, Ministro dell'Ambiente e delle Risorse idriche, in un discorso alla 14esima conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico tenutasi a Poznan, in Polonia. Gli EAU hanno prestato molta attenzione a questo tema di vitale importanza; gli aspetti sociali, economici ed ambientali correlati ai cambiamenti climatici costituiscono infatti una componente fondamentale della politica del Paese. Bin Fahad ha anche affermato che gli EAU hanno adottato e partecipano a progetti di sviluppo di tecniche e moderni sistemi da impiegare nell'industria petrolifera. L'iniziativa "Masdar", avviata nel 2006, si articola in numerosi programmi e progetti che mettono in evidenza questo aspetto dell'atteggiamento responsabile adottato dagli EAU in materia di cambiamenti climatici. Il Ministro ha anche fatto riferimento all'annuncio rilasciato qualche settimana dagli EAU circa i piani di creazione del più grande stabilimento del Medio Oriente, che sorgerà a Dubai, per lo sfruttamento dell'energia solare. La capacità produttiva dello stabilimento industriale sarà di 130 megawatt nella sua prima fase di operatività, il cui lancio è previsto per l'ultimo trimestre del 2010. Bin Fahad ha affermato che è importante prendere in seria considerazione l'impiego dell'energia nucleare per fini pacifici, particolarmente per quanto riguarda la generazione elettrica e la desalinizzazione dell'acqua.

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Il commercio di Dubai non legato al petrolio cresce del 44,5% a Dh705 miliardi nel periodo gennaio-settembre 2008


Il commercio estero totale di Dubai, non correlato al petrolio, ha subito un incremento del 44,5% nei primi 9 mesi del 2008 conclusi a settembre, rispetto al corrispondente periodo del 2007, secondo quanto emerge dall'ultima relazione del Dipartimento di Statistica di Dubai World. Il documento indica che il commercio estero diretto ha registrato una crescita del 51,2%, con un incremento corrispondente del 33,4% nell'attività di scambi attraverso altri canali come le zone franche e i magazzini doganali. Mr. Saeed Al Qaizi, Direttore Approvvigionamento, Contratti e Statistica di Dubai World, ha affermato: "Nei primi nove mesi del 2008, il commercio estero di Dubai non legato al petrolio, ha registrato un forte incremento di Dh 217,5 miliardi (US$ 59 miliardi circa), raggiungendo Dh705 miliardi (US$ 192 miliardi circa), rispetto ai Dh488,5 miliardi (US$ 133 miliardi) dello stesso periodo dell'anno scorso." "Gli scambi diretti durante il periodo gennaio-settembre sono aumentati da Dh304,4 miliardi nel 2007 a Dh460,3 miliardi nel 2008. Le importazioni hanno subito un incremento del 52%, da Dh215 miliardi a Dh326,6 miliardi. Le riesportazioni sono passate da Dh70 miliardi a Dh101,3 miliardi, mentre le esportazioni da Dh19,4 miliardi a Dh32,2 miliardi," ha poi aggiunto. Al Qaizi ha evidenziato il fatto che i commerci di natura non petrolifera attraverso le zone franche e i magazzini doganali sono aumentati da Dh184,1 miliardi nei primi nove mesi del 2007 a Dh245,6 miliardi nello stesso periodo del 2008, a indicare un tasso di crescita del 33,4%. Le importazioni hanno registrato un tasso di crescita del 35,6%, aumentando da Dh113 miliardi a Dh153,3 miliardi. Le esportazioni sono aumentate del 30%, da Dh71 miliardi a Dh92,2 miliardi. Nassim Al Mehairi, Sostituto Direttore del Dipartimento di Statistica, ha dichiarato: "Nel periodo in esame, la Cina si è classificata in testa alla lista dei principali partner commerciali di Dubai, occupando la prima posizione con Dh40,5 miliardi. Al secondo posto si è piazzata l'India, con Dh37,2 miliardi, seguita dagli USA con Dh24,9 miliardi." "L'India e l'Iran sono stati i principali partner commerciali per quanto riguarda le riesportazioni, con Dh29,3 miliardi e Dh15,2 miliardi rispettivamente. Al terzo posto l'Iraq, con Dh6,4 miliardi. Anche nelle esportazioni l'India si è conquistata il primo posto, facendo registrare Dh13 miliardi. La Svizzera si è classificata seconda, con Dh2,2 miliardi e l'Egitto terzo, con Dh1,4 miliardi."

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Gli EAU in grado di mantenere il saldo attivo di bilancio a quota US$23


Gli EAU sono in grado di superare il crollo economico mondiale, grazie ad un saldo attivo di bilancio in buona salute che si manterrà tale fra il 2008 e il 2009, avendo assistito al più basso prezzo di pareggio del greggio del GCC a quota US$23 (Dh84,48) al barile, rispetto al prezzo di base dell’IMF di US$68 al barile previsto per il 2009, secondo quanto riportato da Abu Dhabi Commercial Bank (ADCB).
Il rapporto di ADCB afferma che il debito degli EAU è garantito dalle riserve di attivi provenienti dall’estero, che mantengono intatta la disponibilità finanziaria del Paese, aggiungendo che le recenti misure attuate dalla Banca Centrale per introdurre fondi liquidi nel mercato finanziario domestico sono puramente di precauzione e che il sistema finanziario sottostante gode di buona salute.
Secondo un recente studio condotto da EFG-Hermes, gli EAU possono permettersi un guadagno di soli US$32,40 al barile per pareggiare il proprio bilancio e, mentre l’Arabia Saudita può mantenere la sua attuale spesa di bilancio anche se il prezzo del greggio dovesse scendere a US$36 al barile, il Kuwait ha invece bisogno di US$75 al barile, soprattutto a causa della manovra unica da US$20 miliardi attuata per capitalizzare il sistema di previdenza sociale.
L’ultima analisi condotta dall’Institute of International Finance (IIF) di Washington afferma che la crescita delle economie del GCC subirà una diminuzione pari al 3,6% nel corso dell’anno venturo, rispetto al 5,7% del 2008 dato il calo del prezzo del greggio, che però dovrebbe risalirà la china raggiungendo una media di US$56 al barile nel corso del prossimo anno; secondo l’analisi, il prezzo di pareggio per gli EAU è di US$36 al barile.

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Gli EAU ospitano il primo impianto biodiesel


Il primo impianto biodiesel della regione del GCC produrrà 3 milioni di galloni di diesel ecologico all’anno. A partire dal prossimo anno, questo carburante per veicoli ridurrà drasticamente l’emissione dei gas effetto serra grazie al suo ridotto contenuto di agenti tossici, essendo derivato da risorse organiche quali oli vegetali, non commestibili e altre biomasse e può essere miscelato con il normale diesel derivato dal petrolio fino al 20%, da utilizzarsi come carburante per veicoli senza doverne modificare il motore. Emirates Biodiesel LLC (EmBio) sarà la prima società a produrre una fornitura costante di biodiesel per uso commerciale negli EAU e negli stati del GCC e l’impianto verrà costruito in Al Ain Industrial City Karim Aly, fondatore e direttore esecutivo di EmBio, ha descritto la società come il risultato di un’iniziativa nazionale istituita per sostenere la crescente domanda di energia del GCC e far fronte alle sempre più incombenti questioni ambientali. Secondo quanto affermato da Aly, per soddisfare la domanda di energia EmBio utilizzerà esclusivamente oli non commestibili come materia prima, invece di trasformare colture commestibili: “Il nostro obiettivo è di evidenziare i vantaggi sia ecologici che economici del biodieselâ€. Riguardo all’operatività dell’impianto di EmBio, prevista per la fine del 2009, Aly ha affermato: “Al momento non abbiamo avviato alcun progetto esclusivo per la coltivazione brevettata di colture di materia prima, tuttavia, se e quando lo faremo, selezioneremo strategicamente delle colture non commestibili in grado di crescere in terreni aridi, quindi senza dover utilizzare terreni agricoli fertili che possono così essere destinati alla coltivazione di vegetali commestibiliâ€. "Data la costante tendenza al rialzo della domanda globale, sulla base di una solida richiesta da parte delle economie emergenti e del consenso unanime a diversificare le fonti energetiche globali, EmBio esplorerà inoltre la possibilità di fornire altri mercati in futuro" ha dichiarato Aly.

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Segnali di amicizia degli EAU a tutto il mondo


La politica estera degli EAU si basa da sempre su saggezza, moderazione e sostegno dei diritti e della giustizia attraverso il dialogo e la comprensione. Il rispetto degli accordi internazionali e delle Carte dell’ONU, i buoni rapporti con le nazioni vicine, il riconoscimento della sovranità e dell’integrità degli stati, la non interferenza negli affari interni di altri Paesi e l’impegno a risolvere le dispute con mezzi pacifici sono anch’essi fondamenti di tale politica. Questi sono i principi delineati dal Presidente Sua Altezza lo Sceicco Khalifa Bin Zayed Al Nahyan in un discorso indirizzato ad ambasciatori e diplomatici degli EAU durante un recente incontro, nel corso del quale lo Sceicco ha sottolineato che sebbene gli EAU si impegnino ad una politica aperta al mondo, ciò non significa che il Paese abbandoni le proprie responsabilità a sostegno della giustizia nel panorama internazionale. Egli ha dichiarato che gli EAU sono sempre pronti ad allungare una mano generosa e di pace a tutti i Paesi e popoli del mondo e continueranno a costruire ponti di amicizia e fratellanza con i popoli di tutto il mondo. Gli EAU, quale uno dei Paesi fondatori del Consiglio per la Cooperazione del Golfo (GCC), rimangono impegnati nella promozione e nel rafforzamento della cooperazione fra gli stati membri. Lo Sceicco Khalifa ha promesso di continuare a lavorare a stretto contatto con gli altri stati membri confratelli per promuovere un’azione GCC congiunta e intensificare l’efficacia del Consiglio attraverso il rafforzamento della sua integrazione politica, economica e sociale, nell’impegno congiunto a sostenere gli sforzi diplomatici per contenere le aree di tensione e di conflitto in Medio Oriente, compresa la regione del Golfo. Intanto lo Sceicco Abdullah Bin Zayed Al Nahyan, Ministro degli Esteri, si è rivolto alla comunità internazionale per esortare l’Iran a rispondere positivamente al sincero appello degli EAU, del GCC e della Lega Araba ad accettare la risoluzione della questione attraverso negoziati diretti o arbitraggio internazionale presso la Corte Internazionale di Giustizia.

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Scambi commerciali EAU - Cina in crescita annua del 34%


I rapporti commerciali tra gli EAU e la Cina hanno assistito ad una grande crescita nel corso degli ultimi anni, registrando un aumento del 34%, secondo quanto affermato da Mohammed Ahmed bin Abdul Aziz Al Shehi, Sottosegretario al Ministero dell'Economia, che ha dichiarato: "Lo scambio commerciale non petrolifero è cresciuto complessivamente da US$4 miliardi (Dh 14,68 miliardi) nel 2003 a US$13 miliardi nel 2007, pari ad un aumento annuo del 34%â€. Il numero delle società cinesi registrate presso il Ministero dell'Economia ammonta a 31 e esistono ulteriori 900 aziende presenti nelle zone di libero scambio degli EAU. Le agenzie cinesi di scambio commerciale sono 77, mentre i marchi cinesi registrati sono 1132. Gli EAU e la Cina hanno firmato accordi di cooperazione economica, industriale e tecnica, di mutua esenzione fiscale, di protezione degli investimenti e sul trasporto aereo. Il GCC sta attualmente aprendo negoziati con la Cina per firmare un accordo di libero scambio. Ad Abu Dhabi si è tenuta questa settimana la quinta riunione del Comitato economico UAE-Sino, che ha visto la partecipazione di vari rappresentanti e funzionari dei ministeri federali, dei settori dell'economia e di aziende private negli EAU; obiettivo della riunione l'ulteriore rafforzamento delle relazioni commerciali bilaterali e degli scambi e lo sviluppo dei rapporti economici fra i due Paesi. – Emirates Business

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US$550 milioni offerti dagli EAU per la ricostruzione dell’Afghanistan


Gli EAU hanno stanziato un totale di 550 milioni di dollari per la ricostruzione e il ripristino della stabilità in Afghanistan fra il 2002 e ottobre 2008, secondo quanto annunciato questa settimana da un rappresentante del governo EAU. L'assistente sottosegretario del dott. Tariq Al Haidan, Ministro degli Esteri degli EAU per gli Affari Politici, parlando ai delegati della conferenza internazionale per il ritorno e la reintegrazione dei profughi afgani, ha detto che l'aiuto economico e umanitario offerto, fra cui infrastrutture, assistenza medica, istruzione e difesa, sottolinea l'impegno del governo EAU nella ricostruzione e nello sviluppo dell'Afghanistan. Egli aggiunto che le agenzie degli aiuti umanitari degli EAU hanno inoltre finanziato una serie di progetti, di cui i più importanti sono la Sheikh Zayed University a Kabul, Sheikh Mohammed bin Rashid City a Kandahar e la costruzione di un orfanatrofio e di un ospedale psichiatrico. â€Con la partecipazione a questa conferenza, gli EAU intendono ribadire la loro determinazione a sostenere l'impegno internazionale nella ricostruzione dell'Afghanistan e il ritorno dei suoi profughiâ€, ha sottolineato il rappresentante delegato. Secondo l'UNHCR, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, oltre 5 milioni di profughi afgani, pari al 20% della popolazione dell'Afghanistan, hanno fatto ritorno in patria a partire dal 2002. La grande maggioranza è ritornata alle proprie aree di origine, mai i profughi più recenti stanno affrontando più difficoltà in quanto il Paese sta raggiungendo il limite della sua capacità di accoglienza. Alcuni di essi, fra cui 30.000 rifugiati che hanno fatto ritorno e che ora vivono in tende nella regione orientale, non riescono a ritornare ai loro villaggi a causa della mancanza di sicurezza, di terra disponibile, di abitazioni, servizi primari o di possibilità di lavoro, a cui si aggiunge la carenza di cibo e una grave siccità che hanno forzato migliaia di famiglie disperate a lasciare le proprie case per raggiungere altri distretti o addirittura i vicini Iran e Pakistan.

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Factfile

The United Arab Emirates is a federation of seven emirates (Abu Dhabi, Dubai, Sharjah, Ajman, Umm al-Qaiwain, Ra’s al-Khaimah and Fujairah).

  • Country name: United Arab Emirates (UAE) or Dawlat al Imarat al Arabiyya al Muttahidah Capital: Abu Dhabi
  • Capital city: Abu Dhabi
  • National Day: Independence Day, 2 December (1971)
  • Time: four hours ahead of GMT
  • Currency: Emirati dirham (Dh or AED)
  • Exchange rate: Dh3.67 per US dollar. The UAE dirham has been officially pegged to the US dollar since February 2002.
  • Flag: three equal horizontal bands of green (top), white, and black with a wider vertical red band on the hoist side
  • Location: Situated towards the south-east of the Arabian Peninsula, the UAE is a roughly triangular landmass whose coastlines form the south and southeastern shores of the Arabian Gulf and part of the western shores of the Gulf of Oman. The UAE also has land borders with Oman and Saudi Arabia.
  • Latitude/Longitude: 24°N 54°E
  • World MapLocation of UAE
  • Area: approximately 82,880 square kilometres. Abu Dhabi accounts for 87 per cent of the country’s total landmass.
  • Coastline: prior to construction of the ‘Dubai Palms’ and other schemes, the coastline of the UAE was approximately 1318 kilometres. Land reclamation projects are extending this figure.
  • Topography: a low-lying coastal plain merges into the rolling sand dunes of the Rub al-Khali desert, whilst rugged mountains skirt the eastern border with Oman.
  • Elevation extremes: the country’s lowest point is at sea level and its highest point is 1527 metres at Jebel Yibir.
  • Natural resources: the most important are oil and natural gas, more than 90 per cent of which are located in Abu Dhabi.
  • Climate: the UAE enjoys a desert climate, warm and sunny in winter, hot and humid during the summer months. It is generally cooler in the eastern mountains.
  • Political system: a federation with specific areas of authority constitutionally assigned to the UAE Federal Government and other powers reserved for member emirates.
  • Constitution: adopted provisionally on 2 December 1971, made permanent in 1996
  • President: HH Sheikh Khalifa bin Zayed Al Nahyan, Ruler of Abu Dhabi
  • President: HH Sheikh Khalifa bin Zayed Al Nahyan, Ruler of Abu Dhabi
  • Vice-President & Prime Minister: HH Sheikh Mohammed bin Rashid Al Maktoum, Ruler of Dubai
  • Deputy Prime Minister: Sheikh Sultan bin Zayed Al Nahyan
  • Deputy Prime Minister: Sheikh Hamdan bin Zayed Al Nahyan
  • Cabinet: Council of Ministers nominated by the Prime Minister, appointed by the President
  • Legal system: in addition to the federal court system, all emirates have secular courts to adjudicate criminal, civil, and commercial matters, and Islamic courts to review family and religious disputes.
  • Foreign aid: since 1971 the Abu Dhabi Fund for Development (ADFD) has provided US$5.4 billion in aid to 55 countries (2005). The UAE has also been a major contributor of emergency relief to regions affected by conflict and natural disasters both at a governmental level and through NGOs such as the UAE Red Crescent Society (RCS).
  • International organisation participation: ABEDA, AFESD, AMF, FAO, G-77, GCC, IAEA, IBRD, ICAO, ICC, ICCT (signatory), ICRM, IDA, IDB, IFAD, IFC, IFRCS, IHO, ILO, IMF, IMO, Interpol, IOC, ISO, ITU, LAS, MIGA, NAM, OAPEC, OIC, OPCW, OPEC, UN, UNCTAD, UNESCO, UNIDO, UPU, WCO, WHO, WIPO, WMO, WTO
    Population: 4.1 million (census. 2005)
  • Nationals: 21.9% of total counted population (3.8 million)
  • Non-nationals: 78.1% of total counted population
  • National males: 50.7%
  • National females: 49.3%
  • Nationals under 20 years: 51.1%
  • Language: Arabic
  • Religion: Islam, practice of all religious beliefs is allowed.
  • Birth rate (2005 est.): 18.78 births/1000 population
  • Death rate (2005 est.): 4.26 deaths/1000 population
  • Life expectancy at birth: 78.3 years
  • Total fertility rate (2000–05): 2.5 (births per woman)
  • Under-five mortality rate (2004): 8 per 1000 live births
  • New-born (neonate) mortality (2004): 5.54 per 1000
  • Infant mortality rate (2004): 7.7 per 1000
  • Maternal mortality rate (2004): 0.01 for every 100,000
  • Illiteracy rate: 9%
  • UN Human Development Index rank (2006): 49
  • GDP per capita (est. 2006): Dh139,000
  • Civilian employment (2005): 2.59 million
  • Percentage of women in total labour force (2005): 22.4%
  • Weekend: Friday and Saturday for government institutions; many private companies operate a six-day week.
  • Fiscal year: 1 January to 31 December
  • GDP (est. 2006, nominal): Dh599 billion
  • Real GDP growth (est. 2006): 8.9%
  • Non-oil sector contribution to nominal GDP (est. 2006): 63%
  • Industries: oil & gas, aluminum, cement, fertilisers, commercial ship repair, petrochemicals, construction materials, pharmaceuticals, food processing, tourism
  • Oil production: 2.8 million barrels per day
  • Oil proven reserves: 98.1 billion barrels
  • Natural gas production: 65 billion cubic metres
  • Natural gas proven reserves: 6 trillion cubic metres
  • Oil & gas exports (est. 2006): Dh200 billion
  • Exports (est. 2006): Dh488 billion
  • Free-zone exports (est. 2006): Dh80 billion
  • Re-exports (est. 2006): Dh162 billion
  • Imports (est. 2006): Dh359 billion
  • Cultivated areas: 260,000 hectares, 3.1% of total territory
  • Number of date palms: over 40 million
  • Agricultural products: Dates, green fodder, vegetables and fruit; livestock, poultry, eggs, dairy products; fish
  • Fishing fleet: 5191
  • Fishermen: 17,264
  • Estimated fisheries catch: 97,574 tons
  • Telecommunications: thriving deregulated market, modern fibre-optic integrated services; digital network with high use of mobile phones.
  • International country code: 971
  • Internet country code: ae
  • Fixed line subscribers: 1.26 million
  • Mobile phone subscribers (2006): 4.9 million
  • Internet subscribers (2006): 578,000
  • Ports: 15 in total, including the following major ports: Mina Zayed, Jebel Ali, Mina Rashid, Fujairah, Khor Fakkan, Mina Saqr, Sharjah. Abu Dhabi is building a major new facility with accompanying industrial zone, Khalifa Port, at Taweelah.
  • International Airports: six in total with a seventh (Dubai World Central) under construction.
  • Total installed electricity generating capacity (2006): 16,220 MW
  • Projected installed electricity generating capacity (2010): 26,000 MW
  • Annual electricity demand growth (2005): 12%
  • Total water production (2004): 195 billion gallons
  • TV stations: 42
  • Radio stations: 26
  • Newspapers: 9
  • Magazines: over 160
  • News agency: Emirates News Agency (WAM)

 

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